Figlio disoccupato e depresso: sì al mantenimento da parte del padre
In sostanza, la condizione di persistente mancanza di autosufficienza economico-reddituale del giovane è dipesa da ragioni individuali di salute

Mantenimento paterno per il figlio adulto che, affetto da depressione, ha grosse difficoltà a reperire un lavoro e a superare, di conseguenza, la sua condizione di non autosufficienza economico-reddituale. Questa la posizione assunta dai giudici (ordinanza numero 32 del 2 gennaio 2025 della Cassazione), i quali hanno perciò confermato l’obbligo di un uomo, tenuto, stando alla situazione attuale, a contribuire al mantenimento del figlio ampiamente maggiorenne. Decisivi alcuni dettagli: nello specifico, si è appurato che il figlio è affetto da depressione maggiore cronicizzata, disturbo post traumatico da stress e insonnia reattiva, causate, è bene tenerlo presente, dagli episodi di aggressività fisica e verbale posti in essere dal padre nei confronti della madre, episodi che hanno profondamente turbato il ragazzo. Per i giudici non ci sono dubbi: la condizione di persistente mancanza di autosufficienza economico-reddituale del figlio maggiorenne è dipesa, in via diretta ed in modo incolpevole, da peculiari e specifiche ragioni individuali di salute, che hanno, di fatto, impedito al ragazzo, almeno sino ad ora, di reperire una attività lavorativa. Per il padre, comunque, c’è uno spiraglio ancora aperto: la situazione del figlio potrà essere rivalutabile nel futuro, ad esempio anche in ipotesi di miglioramento della sua condizione psichica, osservano i giudici.