Responsabilità civile: il nesso causale nei danni da carburante contaminato
Il Tribunale di Lucca, nella sentenza del 6 marzo 2024, ha affrontato il tema della responsabilità civile in relazione all'accertamento del nesso causale. In caso di danni che possono essere causati da diverse fonti, si applicano i principi della "probabilità prevalente" e del "più probabile che non"

Il caso discusso riguarda un camion che, dopo aver rifornito carburante presso una stazione di servizio, ha subito un grave guasto al motore a causa della presenza di sporco e acqua nel carburante. Il tribunale ha condannato la stazione di servizio a risarcire i danni subiti dal camionista.
Il concetto di nesso causale riguarda l'associazione tra un comportamento e un evento dannoso. Mentre la causalità materiale si riferisce al fatto fisico che ha causato il danno, la causalità giuridica è legata alle conseguenze risarcibili. Se non c'è un danno conseguente al fatto lesivo, non sussiste l'obbligo di risarcimento.
La legge limita il risarcimento al danno effettivo subito e al mancato guadagno come diretta conseguenza del fatto dannoso. Il giudizio ipotetico sul danno serve a calcolare correttamente l'importo del danno patrimoniale, evitando sovra-compensazioni.
Il tribunale ha valutato il nesso causale attraverso un'analisi delle relazioni concrete tra il comportamento e l'evento dannoso, senza coinvolgere fattori soggettivi.
Il giudice, nella sua valutazione, deve, inoltre, considerare tutti gli elementi significativi per stabilire il nesso causale, evitando errori logici o giuridici. (Tribunale di Lucca, sentenza 6 marzo 2024, n. 283).