Mantenimento dei figli minorenni: papà inchiodato dall’occultamento del conto svizzero

Per i giudici anche un atteggiamento opaco consente di ritenere non attendibile la situazione reddituale e patrimoniale del genitore

Mantenimento dei figli minorenni: papà inchiodato dall’occultamento del conto svizzero

Contributo al mantenimento dei figli minorenni: il papà può essere inchiodato, nonostante le dichiarazioni dei redditi prodotte, da un atteggiamento opaco in merito alla propria disponibilità patrimoniale. Questa la prospettiva tracciata dai giudici (ordinanza numero 10313 del 20 aprile 2026 della Cassazione), i quali hanno perciò ‘sanzionato’ un uomo, che aveva provato a tenure celato un conto in Svizzera.
Chiari i dettagli della vicenda: una donna ha ottenuto che l’ex compagno sia tenuto a versarle un contributo complessivo pari a 1.150 euro per il mantenimento dei due figli. In aggiunta, poi, sull’uomo viene caricato il 100 per cento delle spese scolastiche dei minori e il 50 per cento delle spese straordinarie, mediche e sportive dei figli, da concordarsi previamente tra i genitori.
Decisivo per i giudici è non solo il riferimento alla posizione professionale dell’uomo, il quale ha conseguito il titolo di ingegnere e svolgeva attività lavorativa di consulenza per aziende private, ma alla condotta poco collaborativa da lui tenuto, non avendo egli depositato gli estratti dei conti correnti (italiani o esteri) di cui è risultato titolare.
In sostanza, la situazione reddituale e patrimoniale dell’uomo va ritenuta inattendibile.
A inchiodare l’uomo è soprattutto il fatto di avere volutamente celato l’esistenza di un conto corrente svizzero che poi, a distanza di tre anni dall’inizio della causa, si è rilevato incapiente, come da comunicazione della banca.
Priva di valore, quindi, la tesi proposta dall’uomo, il quale ha sostenuto di avere perso completamente, a seguito della pandemia, le proprie possibilità di reddito, come dimostrato inequivocabilmente, a suo dire, dalle dichiarazioni dei redditi versate in atti, con specifico riferimento all’anno 2020 in cui ha, sostiene, di fatto cessato la propria attività per mancanza di commesse e, giocoforza, ha dovuto dare fondo ai propri risparmi per poter vivere.
Impossibile, secondo i giudici, accettare come reale la verticale riduzione del reddito rappresentata dall’uomo.

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